Oh, il fantastico mondo del calcio, quell’universo invariabilmente intricato dove ogni settimana si fa il punto della situazione tra eroi, antieroi e, naturalmente, le consuete pagelle da Nobel del pallone. Questa volta ci troviamo davanti a un vero e proprio feuilleton: una lettera di Diomande, Cristiano Ronaldo che sfoggia ancora il famoso sorriso da cartoncino e gli enigmi sullo sguardo di Marcelo Bielsa, il tutto condito con quei voti che sembrano più frutto di un esperimento psicanalitico che di un reale giudizio sportivo.
Le lettere di Diomande: un sussurro tra il serio e il faceto
Iniziamo dalla lettera di Diomande, quegli sportivi che amano sentirsi poeti o filosofi delle quattro linee di gioco, quando invece sono semplicemente uomini col pallone tra i piedi, o meglio, con le ginocchia che tremano come foglie d’autunno. La sua missiva sembra più un’ode alla vanità che un appello sincero alla verità calcistica. Ma, si sa, nel calcio al giorno d’oggi tutto è strategia, anche le lettere che, probabilmente, vengono scritte con la stessa espressione di chi ordina un caffè: senza entusiasmo, tra un’








