Benvenuti nel meraviglioso mondo del calcio moderno, un universo dove i protagonisti sono spesso più clown che atleti, e i commentatori sportivi sembrano aver abbandonato il senso critico in favore di un drammatico albo delle figuracce. È questa la settimana di Paulo Taremi, protagonista assoluto di un felliniano sfogo che avrebbe fatto arrossire anche il più esperto degli sceneggiatori di soap opera, e di una papera di Muslera che, senza troppi complimenti, si conferma esempio perfetto di quanto l’ansia da prestazione possa trasformare un portiere in un fuscello impacciato.
Koeman e Malen: una coppia da premio Nobel per l’ironia
Partiamo dal duetto comico di questa settimana: Koeman e Malen. Il primo, teoricamente allenatore di un club che ambisce a qualche titolo importante, il secondo, calciatore che sembra abbiano confuso il pallone con una palla da ping pong. La loro performance in campo? Un capolavoro di mediocrità, degno di un film di serie B. Koeman, con il suo sorriso nervoso da condannato a vita, ha dimostrato che non basta mettere in campo qualche giocatore di nome importante per far salire la squadra di livello. E Malen? Ah, Malen, protagonista di una serie di tocchi che sembravano usciti da un tutorial di danza improvvisata più che da un campione di calcio. Se l’obiettivo era strapparsi le risate, missione compiuta.
Lo sfogo di Taremi: tra verità scomode e sarcasmo
Poi c’è Taremi, che decide di sfogarsi con un’ironia tagliente. Siamo alle solite: il bomber porta all’attenzione pubblica le magagne della sua squadra, ma lo fa con il sorriso sulle labbra, come chi dice:








