Una settimana calcistica da manuale… di sarcasmo

Oh, il magico mondo del calcio, dove le settimane si succedono come le puntate di una telenovela, e ogni tanto ci regala qualche perla di saggezza e tanta, tanta confusione. Questa volta, tra ricordi sbiaditi di un allenatore leggendario come Galeone, un rigore da urlo di Dybala e il tocco di classe di un Como** – sì, proprio quel paesino di provincia che pensa di essere il centro dell’universo – abbiamo assistito a un vero e proprio spettacolo di stereotipi e banalità imbottite di sentimentalismo.

Il ricordo di Galeone: tra nostalgia e amnesie selettive

Si dice che il calcio sia un mondo fatto di ricordi e miti, ma a volte pare più una gigantesca tovaglia stropicciata di ricordi che nessuno si degna più di stirare. Galeone, quel simpatico personaggio che ha fatto la sua parte in un’epoca in cui il calcio aveva ancora un pizzico di autenticità, viene celebrato come se fosse un Sant’Antonio della panchina. Ricordo – o meglio, ricordo molto di quanto si è voluto ricordare – di un allenatore che sembrava più un sergente di fanteria che un uomo di calcio. Ma, si sa, nel mondo del tifo c’è sempre spazio per i miti, anche se si tratta solo di un cortometraggio in bianco e nero. E così si continua a sventolare la bandiera del passato, come se dimenticare tutto il resto fosse un dovere morale.

Il rigore di Dybala: tra dramma e commedia

Oh, il rigore di Dybala! Quel momento tanto atteso, cristallizzato in un’immagine che abbiamo visto decine di volte: l’attaccante che si prepara, la palla che frena, il portiere che sbircia, e poi… la solita magia del calcio. Ma, davvero, ci vuole così tanto talento per mettere un calcio? O forse basta semplicemente essere abbastanza coraggiosi o, per meglio dire, abbastanza fortunati da sperare che il portiere abbia il cervello in vacanza. Ah, la poesia del calcio moderno: un balletto di errori e di speranze, dove il successo si nasconde tra un gesto naturale e un altro studiato a tavolino, come se fosse una coreografia di un talento innato, ma spesso opera di pura casualità.

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