Ah, la magia del calcio, quella meravigliosa invenzione che ci permette di vivere emozioni forti, come un giorno di pioggia senza ombrello o una crisi di identità durante il primo (e ultimo) tentativo di dieta. Questa settimana, il nostro amato sport ci ha regalato perle di pura poesia come l’ennesima saga di Cristante, che si assomiglia sempre più alle vite dei gatti: indipendente, misterioso e con un’abitudine imperturbabile di ignorare qualsiasi segnale di soccorso o di disciplina. Dicono che i felini abbiano nove vite, ma forse hanno anche qualche senso di auto-ironia, cosa che manca del tutto ai nostri eroi in maglia azzurra.

Il rigore di Roma-Lille: un’opera d’arte o un quadro astratto?

Se pensavate che il calcio fosse solo questione di velocità, tecnica e magia, preparatevi a rimanere stupefatti: c’è anche il teatro del rigore, quella scena epica che, più che decisiva, pare un episodio di una soap opera di bassa lega. Il rigore di Roma-Lille non è stato un semplice calcio di punizione: è stata un’odissea, un dramma sofferente in cui il destino si è divertito a giocare con le aspettative di milioni di tifosi in compagnia di un arbitro più indeciso di un critico d’arte davanti a un quadro di Pollock.

Gasperini: il poeta del caos e dell’imprevedibilità

Arriviamo ora al fenomeno Gasperini, il nostro poeta dell’imprevedibilità, l’uomo che trasforma il suo rosso in una poesia decadente e il suo allenare in un gioco di carte in cui le regole sono scritte da un bambino burlone. Ogni settimana, ci regala nuove perle di saggezza come

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