La Roma Primavera si prepara a vivere un nuovo capitolo, segnato da importanti cambiamenti in panchina e una strategia più focalizzata sulla valorizzazione del settore giovanile interno. Dopo una stagione che, in termini di risultati, non ha completamente soddisfatto le aspettative del club, si delineano le prime decisioni di rinnovamento che potrebbero segnare il futuro delle formazioni giovanili giallorosse.
Il possibile addio di Federico Guidi e le ragioni dietro questa scelta
Federico Guidi, tecnico molto stimato nel settore giovanile romano, sembra ormai destinato a lasciare la guida della formazione Primavera. Nonostante il contratto biennale firmato lo scorso anno, i risultati raggiunti – tra cui il quarto posto in regular season e l’eliminazione precoce nei playoff Scudetto – hanno fatto riflettere la dirigenza sulla necessità di un cambio di strategia.
L’ingresso di Roberto Margiotta come nuovo responsabile del settore giovanile rappresenta un ulteriore fattore che ha accelerato le decisioni sulla possibile separazione da Guidi. La volontà del club è di puntare su un percorso di continuità e di valorizzazione dei talenti provenienti dal settore giovanile, introducendo una figura capace di portare nuove energie e competenze.
Chi è Mattia Scala: il volto della futura Primavera della Roma
Al centro delle discussioni c’è il nome di Mattia Scala, scelto come nuovo allenatore della Primavera. Nato nel 1994 e figlio di Vito Scala, storico collaboratore di Francesco Totti e attuale Club Manager del club, Scala si contraddistingue per un percorso di crescita interno e una notevole esperienza nel settore giovanile giallorosso.
La sua carriera ha avuto inizio come vice di Alberto De Rossi, una figura di grande rispetto nel mondo del calcio giovanile romano, prima di assumere responsabilità crescenti nelle varie categorie di Trigoria. Dall’Under 14 sino all’Under 18, Scala ha dimostrato di saper lavorare con talento, mettendo in evidenza capacità tattiche e di gestione dei giovani calciatori.
I successi e il modo di lavorare di Scala
Uno dei traguardi più significativi raggiunti da Scala è lo Scudetto vinto con l’Under 15 nella stagione 2023/24. Questa vittoria ha rappresentato non solo un riconoscimento per il suo operato, ma anche una dimostrazione della qualità del lavoro svolto con i giovani talenti di Trigoria. Tra i giocatori lanciati e valorizzati da lui si trovano alcuni dei prospetti più promettenti del vivaio romanista, come Bouaskar, Bonifazi, Guaglianone, Corredera, Camara, Falcetta e Piermattei.
Il suo approccio al calcio giovanile si caratterizza per una grande flessibilità tattica. Il suo utilizzo di diversi sistemi di gioco – dal 4-3-3 nelle categorie inferiori al 3-4-2-1 con l’Under 18 – testimonia la sua capacità di adattamento e di sfruttamento delle caratteristiche specifiche dei calciatori a disposizione. Ciò che colpisce maggiormente, però, è la sua attenzione alla crescita individuale del calciatore, un aspetto che ha convinto la dirigenza ad affidargli le sorti della Primavera.
Un settore giovanile in fase di riorganizzazione
Il cambio al vertice della Primavera rappresenta solo il primo passo di una più ampia riflessione strategica in casa Roma. La partenza di Ciaralli, per esempio, destinato al Parma per entrare nello staff di Carlos Cuesta, è il segnale di una riorganizzazione più articolata di tutte le categorie giovanili del club.
Il progetto della Roma è di rinnovare e rafforzare tutto il comparto giovanile, puntando sui giovani e sullo sviluppo di un modello che integri formazione tecnica e crescita personale. Questa rivoluzione interna mira a creare un ambiente più stimolante e funzionale per la formazione dei talenti del futuro, consapevoli dell’importanza di puntare sui giovani per mantenere nel tempo la competitività della prima squadra.
L’importanza della valorizzazione dei giovani talenti
Valorizzare i giovani è diventato un pilastro strategico non solo nel calcio italiano, ma a livello globale. Per il club giallorosso, la crescita dei propri talenti rappresenta un investimento a lungo termine, capace di garantire un vantaggio competitivo e di alimentare il senso di comunità attorno al progetto sportivo.
Scoprire e formare nuovi talenti richiede competenze, pazienza e una visione di futuro. Sarebbe quindi auspicabile che l’intera struttura del settore giovanile della Roma continui a investire sulla formazione degli allenatori e sulla creazione di programmi di sviluppo integrati, che favoriscano non solo la crescita tecnica, ma anche il carattere e la maturità dei giovani calciatori.
L’esperienza di Scala e i risultati ottenuti dimostrano quanto sia possibile fare sulla linea di confine tra formazione e competitività. La vittoria dello Scudetto Under 15 ne è la prova: un esempio di come l’investimento nelle competenze e nella capacità di gestione possa portare a risultati tangibili e duraturi nel tempo.
Un futuro da scrivere con i giovani
Mentre il settore giovanile si prepara a una fase di rinnovamento, la scelta di affidare la squadra Primavera a un tecnico cresciuto nel vivaio testimonia una chiara volontà di investire nel capitale umano del club. La Roma sembra aver capito che il futuro passa per le capacità di chi ha condiviso i valori e la cultura della società fin dall’inizio, contribuendo alla crescita di un modo di interpretare il calcio che mette al centro i giovani e la valorizzazione delle competenze interne.
Il lavoro di Scala, quindi, non sarà solo un passaggio di consegne, ma anche l’occasione per consolidare un modello di sviluppo che punti sulla qualità umana e sportiva dei giovani talenti. La strada intrapresa appare promettente: un nuovo ciclo di formazione che guarda avanti, con l’obiettivo di costruire non solo campioni, ma anche uomini e cittadini consapevoli del ruolo che il calcio può avere nella loro crescita personale e sociale.
È questa la vera sfida: creare un ambiente in cui i giovani possano esprimersi al massimo, supportati da tecnici preparati e da un progetto solido, capace di mettere al centro la crescita umana e tecnica. Solo così si potrà restituire alla Roma il ruolo di fucina inesauribile di talenti e di valore, lasciando un’eredità che duri nel tempo, oltre le vittorie di oggi.








